Fonte: LIBERT  Quotidiano di Piacenza 09/12/2008

Sessant'anni di lotte per uscire dal silenzio

Le persone sorde di Piacenza hanno celebrato la ricorrenza di fondazione del loro circolo culturale

 

L'ANNIVERSARIO  Nel '48 il primo centro alla Madonna della Bomba. Premiati ieri coloro che parteciparono a quella storica fondazione

 

Sessant'anni di lotte senza parole, a mani nude. Le mani di chi non parla e che non pu ascoltare, e al posto delle parole usa la lingua dei segni. Hanno lottato per avere il diritto a idare l'auto, per avere il diritto ad intestarsi un'abitazione, per avere accesso al lavoro e uscire dalla segregazione. Ieri, 8 dicembre, le persone sorde di Piacenza hanno scritto una pagina importante della loro storia. Era l'8 dicembre 1948, giorno dell'Immacolata, quando, alla Madonna della Bomba, si diede vita al loro primo circolo culturale e ricreativo. Fortemente voluto da don Serafino Dallavalle su ispirazione di monsignor Torta, ebbe cinque fondatori: Guglielmo Battistotti, Celso Mazzocchi, Florindo Flori, Alessandro Bert, Antonio Cogni. Ieri, a sessant'anni esatti da quella ricorrenza, i protagonisti di oggi si sono ritrovati prima per una santa messa alla Madonna della Bomba officiata dal vescovo Gianni Ambrosio, successivamente alla Volta del Vescovo per rileggere insieme - erano pi di ottanta - quell'angolo di storia che li riguarda. A tenere le fila organizzative l'Ens di Piacenza (ente nazionale sordi) con il suo presidente Gennaro Trevisan, ente la cui fondazione nazionale risale al 1950 quando il circolo ricreativo piacentino (nato alla Madonna della Bomba e tuttora insediato nei locali a pianoterra, dopo vari traslochi) aveva gi visto la luce da due anni. Per chi non mastica la lingua dei segni italiana - che le persone sorde di tutta Italia, comprese quelle di Piacenza, attendono al pi presto venga riconosciuta lingua ufficiale - ieri, sia alla messa che poi alla cerimonia commemorativa, c' stato l'insostituibile contributo di Marinella Salami. Eccellenza tutta piacentina, interprete professionista della lingua dei segni, specializzata nei migliori centri d'Europa, la piacentina opera attualmente all'interno del forum europeo occupandosi del dipartimento di sviluppo professionale. Alla platea gremita - persone anziane, persone giovani, bambini, famiglie intere - Trevisan, affiancato dal vice presidente dell'Ens nazionale Franco Zatini e dal presidente del consiglio regionale Ens Gino Avanzo, ha raccontato la storia del circolo culturale che festeggiava 60 anni chiamando sul palco un testimonial d'eccezione: il comm. Guido Antonelli, per 40 anni presidente dell'Ens provinciale. Giovanissimo, intervenne quell'8 dicembre 1948 alla creazione del circolo ricordando con un sorriso le successive bacchettate che erano piovute da don Serafino Dallavalle perch non era stato avvisato per la benedizione dei locali. Con Antonelli sono in tutto sei i piacentini che ancora sono con noi e che parteciparono a quello storico 8 dicembre: Elena Toscani, Gina Veneroni, Bianca Freddi, Maria Pietralunga, Virginia Rocca. L'Ens (la cui sede attuale in via Rosa Gattorno, poco distante dalla sede del circolo alla Madonna della Bomba) ieri ha premiato i tre presenti: lo storico presidente Antonelli, la Pietralunga (che per inciso la moglie), e la Freddi.

Il senso del perch celebrare la fondazione del circolo delle persone sorde lo ha spiegato Trevisan: Viviamo nell'isolamento, una sede di incontro per noi riveste un valore speciale: diventa la nostra casa, e quindi per noi un diritto. A chi, dalle istituzioni, qualche volta ci ha detto: ma il bar, per incontrarsi, non basta? Rispondiamo che no, il bar non basta. Abbiamo diritto alla dignit di una casa nostra. Senza, ci sentiamo persi.

 

Simona Segalini

 

 

La denuncia di Natalia, 30 anni

 

Non pu usare il telefono?

Ci dispiace, ma non c' nessun lavoro per lei

 

Fonte: LIBERT  Quotidiano di Piacenza 09/12/2008

Natalia (di cognome fa Tuzza) ha trent'anni e, a parte temporanei impieghi tipo interprete per sordomuti, non ha mai avuto la possibilit di trovare un lavoro, pur essendo da tempo iscritta alla lista di collocamento. Inutile dire che anche Natalia sorda. La situazione di noi giovani sordi - denuncia - sotto il profilo del lavoro critica. La legge attuale, la 68, sul collocamento dei disabili, destina una parte di posti alle categorie deboli, ma spesso noi sordi ne siamo esclusi. Natalia intende conseguire il diploma in economia aziendale. Ho lottato tanto, per questa cosa. Spero a questo punto di poter avere uno sbocco professionale significativo. Anche se finora - accusa con pacatezza Natalia - ad ogni chiamata di lavoro vengo puntualmente respinta. Perch arriva sempre la domanda rituale: usa il telefono? No che non lo uso, mi sembra chiaro. Ma credo che oggi, nella societ della comunicazione per eccellenza, esistano tanti canali alternativi di comunicazione al telefono, l'email per esempio. Ma niente. E ieri, alla Volta del Vescovo, tra tanti ospiti, incontriamo anche una giovane mamma, Olena Chernyak. Olena, ex modella, mamma di un bimbo di due anni e mezzo, anche lui persona sorda. Il mio bimbo - racconta - all'asilo ha il sostegno e non ha alcun problema. Anzi, gi bilingue: conosce la lingua dei segni italiana e anche quella ucraina, per parlare con la nonna che abita l.

 

(sim.seg.)

 

Fonte: LIBERT  Quotidiano di Piacenza 09/12/2008

 

Comune e Provincia dove sono finiti?

 

 

Magari ieri alla Volta del Vescovo poteva essere una bella occasione per chiedere alle istituzioni locali, tra i mille ed uno convegni organizzati ogni anno a Piacenza, di metterne in piedi almeno uno o due (non necessariamente per parlare di disabilit) con l'interprete per i sordi. Perch ci sono anche loro. Oppure per invitare una volta per tutte gli uffici pubblici a smettere di reindirizzare ai servizi sociali, tutte le volte che una persona sorda, in rappresentanza della categoria, va a chiedere al palazzo uno spettacolo teatrale anche per i sordi. Perch ci sono anche loro. Stiamo parlando di cultura, non di servizi sociali: ma perch ogni volta ci dicono di andare agli uffici di via Taverna?, sbotta Trevisan. Il quale, ieri mattina, coi suoi ottanta ospiti ha dovuto abbozzare sensi di scusa perch gli annunciati rappresentanti delle istituzioni - Comune e Provincia - alla fine non erano arrivati. L'assessore "qua" aveva gi fatto sapere di non poter essere presente, l'assessore "l" aveva confermato la sua presenza per le 11.30. Alle 13 non si erano ancora avvistati amministratori, n da Palazzo Mercanti n da Palazzo Garibaldi.  Certamente, essendo l'8 dicembre festivit, avranno avuto precedenti impegni. Certamente avrebbero fatto una gran bella figura, almeno, a mandare qualcuno in loro rappresentanza, tanto per dire ci siete anche voi sordi, in questa citt, e sicuramente vi far piacere vederci e scambiarci punti di vista. Oggi, se non sar gi avvenuto ieri, arriveranno le spiegazioni di rito, sul perch alla festa delle persone sorde le istituzioni non c'erano. Va bene lo stesso - archivia senza intento di polemica ulteriore il presidente dell'Ens piacentino - anche perch non la prima volta che, nonostante gli inviti, questo o quello non si fa vedere ai nostri incontri.
Qualche giorno fa, in prefettura, in occasione della giornata mondiale della disabilit, si era anche detto: perch nell'ambito della rassegna del Cineclub di Piacenza non vengono previsti i sottotitoli, almeno per alcune delle proiezioni?


09/12/2008

 

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